Miti sugli integratori per "potenziare il sistema immunitario"

Il problema concettuale di base

Il primo errore sta già nel linguaggio. Il concetto di "potenziare il sistema immunitario" ha scientificamente poco senso: il sistema immunitario non è un muscolo che si allena, ma una rete finemente bilanciata di cellule, citochine e meccanismi di tolleranza. Stimolarlo indiscriminatamente non solo è inutile nei soggetti sani, ma può essere controproducente in chi ha patologie autoimmuni o infiammatorie croniche. La distinzione corretta è tra correggere una carenza e migliorare una funzione normale: nessun nutriente può fare la seconda.

Vitamina C: l'icona sgonfiata

La storica metanalisi di Hemilä & Chalker (2013) effettuata sull’utilizzo della Vitamina C— Vitamin C for preventing and treating the common cold, Cochrane Database Syst Rev, 2013(1):CD000980 — condotta su oltre 11.000 partecipanti ha una conclusione netta: la vitamina C non riduce l'incidenza del raffreddore nella popolazione generale. Può accorciarne leggermente la durata (mediamente di mezza giornata), ma solo in chi la assume già prima di ammalarsi come profilassi continuativa. Terapie "al bisogno" iniziate all'esordio dei sintomi non mostrano alcun effetto. Non è quindi falso affermare che la vitamina C sia importante per il sistema immunitario, ma è falso dichiarare che assumerla in aggiunta a una dieta equilibrata ne migliorerà l'efficienza.

Zinco: effetti reali, ma limitati e non privi di rischi

Per lo zinco, la review di Singh & Das (2013)Zinc for the common cold, Cochrane Database Syst Rev, 2013(6):CD001364 — mostra che le pasticche di zinco, se assunte entro 24 ore dall'esordio, possono ridurre la durata del raffreddore, ma con effetti collaterali importanti: nausea, vomito, sapore metallico e irritazione del cavo orale. A dosi superiori a 40 mg/die si possono verificare tossicità da zinco, carenza di rame, anemia da riduzione del ferro e calo dei livelli di HDL. Non è un integratore da assumere in modo continuativo e indiscriminato.

Vitamina D: efficace solo nelle carenze conclamate

La revisione più recente di Jolliffe et al. (2021)Vitamin D supplementation to prevent acute respiratory infections: a systematic review and meta-analysis, Thorax, 2021;76(8):785-796 — su oltre 73.000 partecipanti mostra che la supplementazione di vitamina D riduce il rischio di infezioni respiratorie acute solo nei soggetti con carenza basale documentata (25-OH-D < 25 nmol/L). Nei soggetti con livelli normali, il beneficio è trascurabile o assente. Anche una review italiana del 2021 (Corrao S et al., Nutrients, 2021;13(4):1261) conferma che l'azione della vitamina D è antinfiammatoria e si osserva a dosi specifiche (50.000 UI/mese), non nelle formulazioni da banco da 400-1000 UI promosse dalla pubblicità.

Echinacea e botanici: assenza di evidenze robuste

Per l'echinacea, la review di Karsch-Völk et al. (2015)Echinacea for preventing and treating the common cold, Cochrane Database Syst Rev, 2015(2):CD000530 — analizza 24 trial randomizzati e conclude che alcune preparazioni potrebbero avere un effetto modesto nella prevenzione del raffreddore, ma l'eterogeneità degli studi, la variabilità delle preparazioni e il rischio di bias rendono impossibile trarre conclusioni affidabili. La mancanza di standardizzazione fitoterapica è un problema strutturale: prodotti con lo stesso nome possono contenere quantità molto diverse di principi attivi.

Il quadro normativo: etichette e claim fuorvianti

In Europa, il Regolamento CE 1924/2006 disciplina i claim pubblicitari sugli integratori. Le uniche affermazioni consentite da EFSA per micronutrienti come zinco, vitamina C e vitamina D riguardano il "normale funzionamento del sistema immunitario" — non la prevenzione di malattie. Eppure il marketing dei prodotti spesso travalica questi limiti con formule come "difendi il tuo organismo" o "rafforza le tue difese". Uno studio del 2022 (Malesker MA et al., J Pharm Pract) ha rilevato che oltre la metà degli integratori immunostimolanti analizzati presentava etichette ingannevoli o ingredienti non dichiarati.

Sicurezza: il paradosso del "naturale"

Il Rapporto ISS 51/2020 — Integratori alimentari e sistema immunitario (disponibile su issalute.it) — è il documento di riferimento italiano e conclude chiaramente: "La supplementazione alimentare di nutrienti al fine di aumentare la funzionalità del sistema immunitario non è indicata in caso di adeguata assunzione; anzi, può risultare addirittura dannosa se comporta un superamento delle dosi massime giornaliere". Le vitamine liposolubili (A, D, E, K) si accumulano e possono causare tossicità reale.

Cosa funziona davvero

Come sottolineato anche da Harvard Health Publishing (Can supplements help boost your immune system?, 2024), a parte i vaccini — che sono l'unico intervento con prove solide per preparare il sistema immunitario a minacce specifiche — le strategie efficaci restano: dieta varia e ricca di vegetali, sonno adeguato, esercizio fisico regolare, non fumo e lavaggio delle mani. Nessuna di queste viene venduta in flaconcini da 15€.

Riferimenti bibliografici essenziali

  1. Hemilä H, Chalker E. Vitamin C for preventing and treating the common cold. Cochrane Database Syst Rev. 2013;(1):CD000980.

  2. Singh M, Das RR. Zinc for the common cold. Cochrane Database Syst Rev. 2013;(6):CD001364.

  3. Jolliffe DA, et al. Vitamin D supplementation to prevent acute respiratory infections. Thorax. 2021;76(8):785–796.

  4. Karsch-Völk M, et al. Echinacea for preventing and treating the common cold. Cochrane Database Syst Rev. 2015;(2):CD000530.

  5. Corrao S, et al. Does Evidence Exist to Blunt Inflammatory Response by Nutraceutical Supplementation during COVID-19 Pandemic? An Overview of Systematic Reviews of Vitamin D, Vitamin C, Melatonin, and Zinc. Nutrients. 2021;13(4):1261.

  6. Istituto Superiore di Sanità. Rapporto ISS COVID-19 n. 51/2020 – Integratori alimentari e sistema immunitario. Roma: ISS; 2020.

  7. EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies. Scientific Opinion on the substantiation of health claims relating to vitamin C, vitamin D and zinc. EFSA Journal. 2010–2012.

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