Mutazione MTHFR e acido folico: cosa sapere davvero
La mutazione MTHFR è uno degli argomenti che più spesso generano dubbi nei pazienti che eseguono esami per trombofilia, abortività ripetuta o disturbi della coagulazione. Molto spesso il referto viene interpretato in modo allarmistico, come se la sola presenza di una variante del gene MTHFR bastasse a spiegare trombosi, problemi vascolari o la necessità di assumere subito acido folico o folina.
In realtà, il significato clinico delle varianti MTHFR è molto più limitato di quanto spesso si creda. Le evidenze disponibili indicano che la ricerca della mutazione MTHFR non è indicata per stimare il rischio trombotico, e che la presenza della variante deve essere letta insieme a omocisteina, stato nutrizionale, anamnesi e fattori di rischio clinici reali.
Cos’è la mutazione MTHFR
Il gene MTHFR codifica per un enzima coinvolto nel metabolismo dei folati e dell’omocisteina. Alcune varianti genetiche, come C677T e A1298C, possono ridurre in misura variabile l’attività enzimatica, ma ciò non significa automaticamente malattia né trombofilia clinicamente rilevante.
Molte persone hanno una variante MTHFR e non svilupperanno mai trombosi o altre complicanze correlate. Per questo motivo oggi si tende a evitare interpretazioni semplicistiche del test genetico.
MTHFR e trombosi
Uno dei motivi più frequenti per cui il test viene richiesto è il sospetto di un legame tra MTHFR e trombosi venosa o arteriosa. Tuttavia, diverse fonti sottolineano che la presenza di una variante MTHFR non è considerata un marker utile per stimare il rischio trombotico.
Il rischio trombotico dipende infatti da un insieme di fattori molto più ampio, tra cui storia personale di trombosi, familiarità, chirurgia, immobilizzazione, gravidanza, terapie ormonali, obesità, neoplasie e altre trombofilie ereditarie o acquisite.
MTHFR e omocisteina alta
Il punto più importante, dal punto di vista biologico, è il rapporto tra mutazione MTHFR e omocisteina alta. Una riduzione dell’attività dell’enzima può contribuire a un aumento dell’omocisteina, soprattutto se si associa a bassi livelli di folati o di vitamine del gruppo B.
Tuttavia, un valore elevato di omocisteina non dipende solo da MTHFR. Possono influire anche alimentazione, carenza di acido folico o vitamina B12, insufficienza renale, farmaci e altre condizioni cliniche, motivo per cui il dato va sempre interpretato nel suo contesto.
MTHFR, folina e acido folico
Molti pazienti chiedono se, in presenza di una variante genetica MTHFR, sia necessario assumere acido folico, folina o forme attive dei folati. La risposta è che non esiste un’indicazione automatica valida per tutti, perché la decisione dipende da quadro clinico, omocisteina, stato vitaminico, gravidanza programmata o in corso e motivo per cui è stato eseguito il test.
Le supplementazioni con acido folico, vitamina B6 o vitamina B12 possono ridurre i livelli di omocisteina, ma questo non significa automaticamente ridurre il rischio trombotico in tutti i pazienti. Per questo motivo l’integrazione non dovrebbe essere prescritta in modo standard solo perché il referto riporta “MTHFR positivo”.
Quando l’acido folico può essere utile
L’acido folico può essere utile in presenza di carenza documentata, aumento dell’omocisteina, necessità nutrizionali specifiche o nel contesto preconcezionale e della gravidanza, dove i folati hanno un ruolo ben noto nella prevenzione dei difetti del tubo neurale. Al di fuori di queste condizioni, l’uso automatico di folina o acido folico basato solo sul test MTHFR rischia di essere poco utile e spesso crea più confusione che beneficio.
Quando ha senso fare una valutazione specialistica
Una valutazione specialistica può essere utile se hai un referto che segnala mutazione MTHFR, se hai omocisteina alta, se hai già avuto episodi di trombosi, se esiste una familiarità significativa oppure se hai dubbi sull’opportunità di assumere acido folico o folina. È utile anche quando il test è stato già eseguito e vuoi capire se il dato abbia un reale significato clinico oppure no.
In questi casi l’obiettivo non è “curare la mutazione”, ma capire se esista davvero un problema ematologico o trombofilico che richieda approfondimenti. L’approccio corretto è sempre clinico, non solo genetico.
Cosa evitare
È bene evitare l’autodiagnosi, l’autoprescrizione di integratori e l’idea che qualunque variante genetica richieda automaticamente terapia. Non tutto ciò che compare in un referto ha necessariamente un valore patologico, e MTHFR è uno degli esempi più frequenti di sovrainterpretazione laboratoristica.
Quando prenotare una visita
Se hai eseguito esami per MTHFR, hai ricevuto indicazione a prendere acido folico, oppure hai dubbi su omocisteina, folati o trombofilia, una valutazione specialistica può aiutare a interpretare correttamente il quadro. Ricevo a Frascati presso il Poliambulatorio Trinlab, Via Gregoriana 43, ad Albano Laziale presso il Centro Diagnostico CDS, ed è disponibile anche il videoconsulto online su appuntamento.